lunedì 28 maggio 2018

BIOTESTAMENTO : perchè moltissimi comuni non hanno ancora approvato il regolamento ?



BIOTESTAMENTO A MERCALLO SI PUO'
L’accanimento terapeutico, ad esempio, è un vero e proprio nemico nei confronti del paziente perché è tale quando non c’è speranza di cura e ha l’unico effetto di allungare la vita senza per questo migliorarne la qualità
Eravamo in piazza , abbiamo richiesto l'approvazione in consiglio comunale ...ed anche a Mercallo si può !
Riportiamo la narrazione di Beppino Englaro , il padre di Eluana che ha dovuto sopportare umiliazioni, tribunali, linciaggio ...
“Eluana nel 1980 non aveva ancora 10 anni ma durante un dibattito familiare, ritenendosi non rispettata abbastanza, ci apostrofò e disse 'cosa c’entrate voi con la mia vita?' – ha raccontato Beppino Englaro, padre di Eluana -. Aveva già ben definito il concetto di libertà e di dignità. Per il Natale 1991 scrisse una lettera in cui descriveva la sua famiglia come un “nucleo molto forte basato sul rispetto e l’aiuto reciproco. Famiglia salda, calda e affettuosa sulla quale si può sempre contare”. Nel 1992 l’incidente. Noi non c’eravamo. La prima persona a parlare con i medici fu una sua compagna di Liceo. Francesca si è chiesta fin da subito cosa avrebbe voluto Eluana: 'no grazie all’offerta terapeutica anche se era la migliore. Considerando il danno, lascia che la morte accada'.
Al 4° giorno abbiamo avuto il primo colloquio con il responsabile della rianimazione che ci ha detto che il giorno successivo avrebbero fatto la tracheotomia e non avevano bisogno di nessun consenso. Ma noi eravamo il suo nucleo saldo, caldo e affettuoso. Per cui abbiamo fatto presente: perché non chiedi il nostro consenso? Il medico ha opposto codice deontologico. Io non posso non curare. Punto e basta. Nel 2007 ha risposto la magistratura: avrebbe autorizzato solo se la condizione fosse irreversibile (e lo era) e che i convincimenti culturali, etici e filosofici della ragazza fossero quelli (e lo erano). Eravamo finalmente autorizzati a riprendere il processo del morire di Eluana. La nostra vicenda come quella di Nelson Mandela: per rivendicare uguaglianza tra bianchi e neri finì in galera. Eluana, per rivendicare il diritto di dire 'no grazie alle cure' rimase imprigionata nel suo corpo per 6233 giorni, 17 anni e 22giorni. Oggi questo diritto viene garantito dalla legge sul Biotestamento".

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