domenica 21 giugno 2026

FASCIO-RAZZISTA PER CASO ?

 


RAVENNA - ANNA GRACO , consigliera comunale di Ravenna per FdI ( ....transitata dalla Lega ), ha usato queste espressioni contro una parlamentare delle Repubblica Italiana .

La persona offesa è Ouidad Bakkali, parlamentare , figlia di un ambulante diventato operaio e di una donna che faceva le pulizie part-time crescendo tre figlie.
"Una marocchina arrivata con le pezze al culo, dalle case popolari”.
In una sola frase, il disprezzo per chi è povero, il disprezzo per chi è nato altrove, il disprezzo per chi ha vissuto in una casa popolare come fosse una vergogna.
Immediata la risposta, sui social, di Bakkali: "Ecco, credo che si sia toccato un altro punto molto basso e offensivo per 'chi ha le pezze al c...', per chi vive in una casa popolare, per chi viene ancora chiamato marocchino pensando sia un’offesa. Prima che arrivassero in Italia quelli 'veri', 'i marocchini' erano gli italiani che dalle regioni nel sud venivano al nord a cercare lavoro. O forse a trovare l’America come suggerisce la consigliera patriota. E nei giorno in cui il Presidente Trump umilia per l’ennesima volta la premier Meloni e l’Italia, questo messaggio suona tutto, tutto dannatamente sbagliato".

Il sindaco Barattoni: "Mai si era arrivati a un livello così becero"

Sulla vicenda prende posizione anche il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni: "La storia di Ravenna è una storia di migrazioni. Non solo perché il primo vescovo della nostra città era Sant’Apollinare, siriano, non solo per i domini bizantini e ostrogoti, ma anche per le migrazioni del secondo dopoguerra relative allo sviluppo economico della città, che era una delle più povere del Paese...........

Pd: "Greco si dimetta"

Non si fa attendere la reazione del Pd ravennate che ritiene le parole di Greco "gravi, offensive e incompatibili con il ruolo che una rappresentante delle istituzioni è chiamata a svolgere". Oltre a esprimere solidarietà a Bakkali, Luca Cortesi (capogruppo Pd in Consiglio comunale) e Lorenzo Margotti (segretario comunale) ritengono preoccupante che "espressioni di questo tenore provengano da chi siede nelle istituzioni. Quando un rappresentante eletto adotta il linguaggio degli odiatori da tastiera e alimenta gli stessi meccanismi di insulto che avvelenano i social network, significa che ha smarrito completamente il senso del proprio ruolo pubblico".



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