PROVINCIA DI TORINO . una quarantenne piemontese è stata convocata per due ore in una caserma dei carabinieri di un Comune del Torinese perché adopera, per curarsi da un cancro e da una patologia rarissima (sindrome di Ehlers-Danlos), cannabinoidi.
Capolavoro del governo Meloni !
Infatti nel Paese, secondo la consigliera regionale di Alleanza verdi e sinistra (Avs), Valentina Cera, che ha accompagnato la signora dalle forze dell'ordine, si è creato “un clima da caccia alle streghe, una demonizzazione ideologica di cannabis e canapa”.
La donna si è dovuta recare in caserma come ‘persona informata sui fatti’ in virtù di un'inchiesta giudiziaria, su una farmacia di Ferrara - dove i Nas hanno, nei giorni scorsi, fatto un blitz - che spediva la cannabis terapeutica a domicilio: gli inquirenti ipotizzano che dall'Emilia-Romagna siano partite spedizioni senza ricetta medica. È necessario specificare come l'invio di sostanze cannabinoidi a casa resti vietato, secondo una circolare del Ministero della Salute,
La signora, seguita dall'Azienda sanitaria locale To5, attraverso la rete pubblica del sistema sanitario della Regione Piemonte non è però riuscita a ricevere - benché sarebbe suo diritto averli - quei preparati: per lei sono fondamentali per alleviare i forti dolori cronici di cui soffre. La sua dottoressa fa riferimento, con prescrizione medica, ad una farmacia privata emiliana per recuperare, con importanti costi (diverse centinaia di euro), la cannabis terapeutica per i pazienti, i quali altrimenti non avrebbero possibilità di usarla. A carico della donna convocata dai carabinieri non è stato ipotizzato alcun reato, ha dovuto solo subire lo stress e la fatica del ‘perché assume cannabinoidi’, ‘quali malattie ha’, ‘dove e perché le acquista’, eccetera.
( Torino today )
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