lunedì 30 marzo 2026

L'ACQUA MIGLIORE ? QUELLA DEL RUBINETTO !

 


ACQUA POTABILE O ACQUA NELLE BOTTIGLIETTE DI PLASTICA ?

In Italia resta una scelta che divide: secondo i dati Istat, circa un cittadino su tre diffida dell’acqua di casa. Una percezione diffusa, ma sempre più distante da ciò che raccontano le analisi ufficiali.

Il  rapporto del Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque dell’Istituto Superiore di Sanità fotografava nel 1924 una realtà diversa : l’acqua potabile distribuita in Italia è conforme ai parametri sanitari nel 99,1% dei casi e al 98,4% per quelli indicatori, legati a caratteristiche come odore, sapore e colore. Numeri che arrivano da oltre 2,5 milioni di analisi effettuate tra il 2020 e il 2022, su un campione che copre più del 90% della popolazione.

La qualità non è il risultato di verifiche sporadiche. L’acqua viene monitorata lungo tutta la filiera: dalla captazione nelle falde fino al rubinetto domestico. I controlli sono doppi — interni ai gestori e affidati alle autorità sanitarie — e seguono standard tra i più stringenti in Europa.

Anche l’idea che l’acqua domestica debba essere “migliorata” da filtri o trattamenti non trova riscontro nei dati: questi dispositivi non la rendono potabile — lo è già — ma intervengono solo su gusto e odore. La diffidenza non nasce dal nulla. In molte città le infrastrutture idriche sono vecchie, con perdite che possono arrivare a livelli molto elevati. Un problema reale, che riguarda la gestione e la distribuzione, più che la qualità dell’acqua in sé. Confondere i due piani, però, alimenta una percezione distorta: si mette in discussione la sicurezza di un’acqua che, nei fatti, è tra le più controllate.

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