REGGIO CALABRIA -Se il Vangelo invitava a rendere a Cesare quel che è di Cesare, don Nuccio Cannizzaro sembra avere capito solo una cosa: che la politica, specie quella amica, va difesa anche a costo di calpestare il principio di legalità. A Reggio Calabria, davanti a una platea di big di Forza Italia, il sacerdote ha trasformato l’omelia della messa di apertura degli Stati generali del Sud del partito in una sorta di manifesto politico. Un manifesto che, più che odore di incenso, lasciava nell’aria quello della polvere di tribunale.
«Basta con la cultura della legalità che tanti danni ha fatto», ha tuonato in sintesi dal pulpito, secondo il racconto dei presenti. Un’affermazione che, in qualunque altra diocesi italiana, avrebbe fatto sobbalzare persino i santi delle navate. In Calabria, terra di ’ndrangheta, ha fatto sudare freddo le prime file della kermesse: lì, a pochi passi dall’altare, c’erano Antonio Tajani e lo stato maggiore forzista
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