martedì 26 maggio 2026

I GRANDI CATTOLICI DEL GOVERNO CERCANO DI IMPEDIRE DI SALVARE VITE UMANE

 



Ieri mattina, nel Mediterraneo centrale, il nostro equipaggio ha soccorso una barca in vetroresina in difficoltà nella zona SAR maltese.

A bordo c’erano 68 persone partite dalla Libia circa 24 ore prima.

Quando il nostro equipaggio le ha raggiunte erano esauste, disidratate, piegate dal mal di mare e dal caldo afoso di questi giorni nel Mediterraneo centrale.

Ancora una volta, persone costrette a salire su imbarcazioni inadatte alla navigazione perché alternative sicure semplicemente non esistono.

Ora sono al sicuro a bordo della Ocean Viking.


Ma il soccorso non finisce quando le persone salgono sulla nave.

Servono cure mediche. Acqua. Pasti caldi. Vestiti asciutti.


E poi c’è il porto assegnato: Savona.

Più di 1.200 chilometri di distanza.
Giorni interi di navigazione per persone appena sopravvissute al Mediterraneo centrale.

Questo significa almeno quattro giorni di navigazione verso il porto assegnato.
E poi altri quattro giorni, se non di più, per tornare nell’area operazioni del Mediterraneo centrale.


È anche questo l’effetto della strategia dei porti lontani assegnati alle navi umanitarie: aumentare i costi delle operazioni, consumare più carburante e lasciare il Mediterraneo centrale sempre più vuoto di soccorsi.


SOS 

MEDITERRANEE

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