martedì 24 settembre 2019

CARE MAMME ESCO DAL GRUPPO WhatsApp

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«Carissime mamme, mi elimino dal questo gruppo WhatsApp. Me ne libero. Trenta messaggi al giorno, su facezie varie che vanno dalla scelta del colore più idoneo per il nastrino del regalo per la maestra Carla, ai 347 commenti per esprimere preoccupazione per il fatto che la nostra classe sia indietro di “ben” due tabelline rispetto alla C. […] Tanto tempo. Troppo, in rapporto allo zero totale di risposte ai miei tentativi di comprendere perché mio figlio Hakim torna a casa da scuola piangendo un giorno sì e l’altro pure. Vi ho chiesto un incontro, ho anche prenotato, due sabati fa, una saletta in oratorio e avevo preparato anche un ciambellone ai mirtilli. Volevo sedermi con voi e provare a spiegarvi cosa sente un bambino adottato quando i compagni gli dicono che io non sono la mamma vera, che lui è stato abbandonato e che non giocano con lui perché “l’è negher” e che tutti quelli come lui sono figli di ladri. Ma eravamo solo in tre. Io e le mamme dei suoi unici amici: Abdulah e Davide che, seppur in sedia a rotelle, è - a suo dire - il più veloce a venirgli vicino quando si sente triste. Nessuna di voi si è presentata».
È l’amara, amarissima lettera di Antonella, mamma di Hakim, alle mamme dei compagni di classe di suo figlio. Ora Hakim è in un’altra scuola, la terza che ha cambiato, «dove spero sia accolto come merita». Hakim è stato adottato e la sua storia è simile a quella di tanti altri bambini.( da Vita )


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