
«Sono alla fine della mia missione in Iraq e, come ogni volta, mi pongo la domanda.Avrei potuto fare di più? Forse sì, mi dico, ma in ogni caso con tutti i miei colleghi abbiamo cercato di dare e fare il meglio. Nell'arco di circa un mese il campo di sfollati ad Arbat, che conteneva 3.500 persone, si è trovato a doverne ospitare 16.000. Stanche, infreddolite, affamate e, naturalmente, in larga parte malate.
Il numero di visite che facciamo ogni settimana è aumentato, tantissime persone, tantissime donne con piccoli bambini avvolti nelle coperte, tutti che hanno bisogno di essere visitati e che chiedono di essere visti subito... più che "curarle", visti i numeri, la cosa difficile è stata "gestirle" in modo da dare una risposta adeguata a tutti. Fino ad ora ci siamo riusciti bene e faremo di tutto per continuare: oltre alla clinica aperta dalla scorsa estate abbiamo allestito due nuove tende con un medico e un infermiere ciascuna... e oltre alla professionalità e alla passione, ci mettiamo anche una buona dose di tenacia. Grazie a tutti quelli che sostengono Emergency, un abbraccio, -- Maurizio, coordinatore medico di Emergency ad Arbat, Iraq» | ||
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