PALERMO - «Quel che è accaduto a Ceuta, è certamente una trappola dei mercanti di morte e un evento scientemente organizzato e manovrato». Non ha dubbi monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e neo presidente della Commissione Cei sulle Migrazioni sul caso politico del momento in Europa, ovvero le migliaia di migranti arrivati nell’enclave spagnola in Marocco. Oltre 60 dei quali sono morti.
Lorefice va però avanti con la sua analisi: «Tuttavia, il suo valore simbolico è difficilmente sottovalutabile. È la dimostrazione lampante di un desiderio di libertà e di vita che giunge fino a noi dal Sud del mondo e che non può essere trattato solo come un problema di pubblica sicurezza», sottolinea in una nota dove avverte che «a Ceuta l’Europa dimostra in maniera lampante la crisi profonda della sua civiltà e dei suoi valori» e «soprattutto, rifiutandosi di pensare e di agire secondo i propri principi e le proprie capacità, rischia di condannarsi a morte»
E poi mette in guardia dal modo in cui governi e media raccontano quanto accade a Ceuta: «Nessun rispetto, nessuna partecipazione, nessun dolore, nessun senso di umanità, nessuna spiegazione delle ragioni profonde. Solo l’allarme, del tutto infondato dal punto di vista giuridico, di una invasione di fatto impossibile; solo la squalifica, assurda e in verità controintuitiva, di ogni politica di accoglienza e di inclusione».
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