sabato 8 agosto 2026

8 AGOSTO ,TRAGEDIA DI MARCINELLE , GIORNATA EUROPEA MORTI SUL LAVORO

 



Tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila persone emigrarono dall'Italia, immiserita da anni di guerra, per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia, in Belgio. C'era un accordo: il Belgio, a corto di manodopera, avrebbe fornito all'Italia l'equivalente di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore italiano inviato. 

In una di queste miniere, Bois du Cazier, vicino alla città di Marcinelle, alle 8.10 dell'8 agosto 1965, a quasi un chilometro di profondità, un carrello per trasportare il carbone su bloccò in un montacarichi, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici e quindi un'esplosione e l'incendio che si propagò rapidamente a tutta la miniera, che non aveva uscite di sicurezza.

Intrappolati dal fuoco e soffocati dall'ossido di carbonio, morirono 262 dei 275 minatori che stavano lavorando in quel momento, solo 13 si salvarono.  Più della metà dei deceduti, 136, erano migranti italiani. Di questi, 60 venivano dall'Abruzzo e 22 di essi da Manoppello, in provincia di Pescara. Ci sarebbero voluti 15 giorni prima che una squadra di soccorso riuscisse a entrare nella miniera, trovando tutti i corpi. 

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