lunedì 3 agosto 2026

Ceuta, Tajani incalzato dal giornalista sul confine con la Spagna (che non esiste). E il ministro rispolvera “il ritorno dell’Isis”

 



Il giornalista Nicola Campagnani a margine dell'evento Caffè de La Versiliana di Marina di Pietrasanta, parte con una domanda semplice: "Ministro, quali sono i risultati di questa manovra di sospensione di Schengen con la Spagna?".
Tajani abbozza un sorriso: "Ci sono risultati. Stiamo verificando... con il controllo dei passaporti, se ci sono persone che non possono entrare in Italia".
Campagnani però insiste: "Dico… ne abbiamo trovato qualcuno che non poteva entrare? Qualcuno che veniva da Ceuta?".
Tajani inizia a guardarsi intorno, spaesato: "No, no, no. Ancora stamattina, fino adesso, non ci risultano".
Straordinario: i risultati ci sono, solo che non hanno trovato nessuno.
Il giornalista prosegue: "E le pare plausibile che troveremo qualcuno, voglio dire?".
Qui Tajani comincia a sentire il terreno cedere sotto le scarpe: "Io mi auguro che non ci sia nessuno, però è importante controllare, come abbiamo fatto con il confine con la Slovenia".
Ed eccolo, il confine con la Slovenia.
Il giornalista lo guarda. Nella sua testa scorrono rapidamente una cartina dell’Europa, Google Maps e il dubbio che il ministro abbia appena spostato la Spagna dietro Trieste.
Poi domanda: "Confine con la Slovenia… ma il confine con la Spagna qual è?".

Tajani trova la risposta: "Il confine con la Spagna è il confine marittimo e il confine aeroportuale. Cioè chi arriva in nave e chi arriva in aereo".
Il confine aeroportuale. Una nuova categoria geografica appena brevettata dal ministro degli Esteri.
Il giornalista, ormai incredulo, tenta l’ultima verifica: "Dite che quelli di Ceuta arrivano con l’aereo?".
E qui il cervello di Tajani realizza il kolossal: "Possono arrivare. Attraverso la Spagna, verifichiamo chi arriva. È un momento particolare, ricordiamo che c’è stato un attentato in Germania, c’è un ritorno dell’Isis, dobbiamo prevenire ed evitare che accada questo". GENIALE RISPOSTA
Il migrante parte da Ceuta. Attraversa lo stretto. Percorre tutta la Spagna. Compra un biglietto. Fa il check-in. Imbarca il trolley. Supera i controlli di sicurezza. Toglie cintura e monetine. Si presenta puntuale al gate. Magari sceglie pure il posto finestrino.
Poi atterra a Fiumicino, dove ad attenderlo trova Antonio Tajani con la paletta in mano e il binocolo al contrario: "Preso! Lo sapevo che saresti arrivato dal confine aeroportuale".
In meno di due minuti siamo partiti da Ceuta, abbiamo sorvolato la Spagna, aperto una frontiera dentro un aeroporto, fatto scalo in Slovenia e siamo atterrati in Germania inseguiti dall’Isis.
Tutto pur di evitare la risposta più semplice: questa pagliacciata, fino a oggi, non ha fermato nessuno.
Ma un risultato lo ha prodotto: ha dimostrato che Antonio Tajani riesce a smarrirsi anche lungo un confine che non esiste.

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