lunedì 29 giugno 2026

SARDEGNA - CON L'AUTORIZZAZIONE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Il nuovo club extra lusso con 26 ville e campo da golf sul mare davanti a Tavolara, dove costruire è vietato

 


GALLURA NORD-EST - Il progetto a Cala Finanza e la protesta verde. Tre anni fa era stato edificato un capannone gigantesco per le nozze di due sauditi. Il progetto è già stato pubblicizzato, ma l’iter autorizzativo resta ancora controverso.

Cala Finanza, una piccola baia della Gallura affacciata sull'Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, è uno di questi. Qui si sta consumando una vicenda che va ben oltre la realizzazione di un resort extralusso: è uno scontro che coinvolge governo, Regione Sardegna, Comune, magistratura, associazioni ambientaliste e cittadini, e che potrebbe ridefinire il rapporto tra gli strumenti straordinari per attrarre investimenti e le regole ordinarie di tutela del paesaggio.

Il prossimo 1° luglio questa tensione approderà sulla spiaggia di Cala Finanza, dove è stato organizzato un presidio popolare aperto a cittadini, comitati e associazioni. La mobilitazione nasce per contestare il progetto immobiliare e il ricorso alla procedura delle Zone economiche speciali (Zes), ritenuta dagli ambientalisti incompatibile con le tutele paesaggistiche previste dalla normativa regionale. Le petizioni online hanno raccolto decine di migliaia di adesioni, trasformando una vicenda locale in un caso nazionale.

Il progetto immobiliare è promosso dalla Tavolara Bay Srl, società riconducibile al gruppo brasiliano JHSF Participações, uno dei principali operatori del lusso immobiliare e alberghiero del Sudamerica. 

Il masterplan prevede un albergo a cinque stelle da circa cinquanta camere, trenta ville, servizi turistici, ristorazione, un porto turistico e un campo da golf. I promotori sostengono che l'intervento sarà realizzato secondo criteri di sostenibilità ambientale e produrrà importanti ricadute economiche e occupazionali. A dividere istituzioni e opinione pubblica, tuttavia, è soprattutto il percorso autorizzativo

Il primo lotto dell'intervento ha ottenuto lo scorso 9 febbraio l'Autorizzazione unica della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno, lo strumento introdotto per accelerare gli investimenti considerati strategici. La Regione Sardegna si è opposta, sostenendo che quella procedura non possa sostituire le competenze regionali in materia urbanistica e paesaggistica né incidere sulle tutele previste dal Piano paesaggistico regionale, a partire dalla fascia dei 300 metri dal mare.


Lo scontro è arrivato fino al Consiglio dei ministri, che all'inizio di giugno ha respinto l'opposizione della Regione, confermando l'efficacia dell'autorizzazione rilasciata dalla Struttura di missione Zes. Per la presidente Alessandra Todde e l'assessore all'Urbanistica Francesco Spanedda si tratta invece di una lesione delle prerogative riconosciute dallo Statuto speciale della Sardegna. Da qui il ricorso al Tar e l'annuncio di un possibile conflitto davanti alla Corte costituzionale. Le prossime settimane saranno decisive. 


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