Siamo nel pieno di una pesante e prolungata ondata di calore. L’ennesima.
Non sono mancati, neanche stavolta, i commenti stucchevoli. Però, ci saremmo, molto volentieri, risparmiati quelli della seconda carica dello Stato durante la presentazione di un libro dell’europarlamentare FDI Nicola Procaccini.
Secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa, infatti, “ci abitueremo al clima caraibico in Europa e non moriremo”.
( pirlata solenne )
Non la pensa allo stesso modo il direttore regionale dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità )per l’Europa Hans Klug. Nei giorni scorsi ha infatti ricordato che
“La nostra regione sta vivendo il riscaldamento più rapido al mondo” e che “L’aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane ed esercitando pressione sui sistemi sanitari di tutta la regione”.
Invece di lasciarsi andare a commenti da Bar dello Sport, basterebbe leggere i numeri scientifici elaborati dall’OMS.
Negli ultimi quattro anni, il caldo estremo ha causato oltre 200.000 decessi in Europa.
L’accelerazione della mortalità è evidente: le morti correlate alle ondate prolungate di calore nel Vecchio Continente sono aumentate del 30% negli ultimi vent’anni.
Le persone anziane sono, tragicamente, le più esposte nei paesi europei: tra il 2000 e il 2004, e tra il 2017 e il 2021, la mortalità legata al calore tra le persone con più di 65 anni è aumentata dell’85%. ( da Legambiente )
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