"No alla guerra". Poche parole, semplici ma pesanti, aprono l’intervento di Elly Schlein al vertice della Global Progressive Mobilization di Barcellona. Davanti a una platea che vede in prima fila il premier spagnolo Pedro Sánchez e il presidente brasiliano Lula, la segretaria del Partito Democratico ha delineato il percorso per una "nuova forza tranquilla" capace di contrastare le destre nel mondo.
La leader del PD sulle destre :"Stanno infiammando il mondo con guerre, dazi e caos". Al contrario, l'agenda progressista deve puntare su pace, protezione sociale e lotta alle disuguaglianze. Un modello che la Spagna di Sánchez ha già dimostrato essere vincente, riuscendo a tutelare i salari nonostante la crisi energetica.
Schlein ha invocato una vera indipendenza tecnologica per l'Europa, lanciando una stoccata ai grandi magnati e ai leader conservatori: "Elon Musk si arricchisce mentre Trump e Meloni bloccano il salario minimo". Il diritto, ha sottolineato con forza, non deve piegarsi alla forza.
Ha ricordato la proposta del Pd sul salario minimo bocciato dalle destre .
Sulla possibile partecipazione dell'Italia a una missione nello Stretto di Hormuz, la segretaria ha posto una condizione ferma: "Manca la precondizione, che è un accordo di pace. Non basta una tregua fragile".
Infine, un passaggio sul recente referendum costituzionale in Italia. Schlein ha rivendicato la vittoria del "No", attribuendone il merito ai giovani e invitando la politica ad ascoltare le loro speranze per costruire una proposta progressista che sappia rispondere ai bisogni reali delle persone, in Italia come nel resto del mondo.
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