Con una puntualità prevedibile iniziano le segnalazioni
della presenza dell’ambrosia nella nostra provincia .
Per
gli antichi greci il nome ambrosia rievocava la dolce bevanda degli dei , per
noi è una parola foriera di sventura sanitarie .
Da
quando circa vent’anni fa questo arbusto maledetto dal nome suadente è “ sbarcato
“ a Malpensa ha allungato i propri tentacoli fino a ghermire le province di
Milano, Como, Pavia …aumentando in modo esponenziale le patologie
respiratorie dei residenti.
Puntualmente
l’assessorato regionale emette le proprie ,inefficaci ,linee guida;
puntualmente la situazione sanitaria peggiora di anno in anno .
Di
chi sono le responsabilità ?
Ogni anno
si ripetono stancamente i riti di Regione,
Asl, Comuni .
Ognuno attua quanto
gli compete
ed il risultato è nel peggioramento della salute di tutti noi !
La
Regione emette le linee guida , le ASL incaricano
i comuni
di promulgare le ordinanze di sfalcio e tutti sono
tranquilli ,tranne
il 8% della popolazione affetta da allergia
da ambrosia
.
Se ogni anno ,in questo periodo ,vediamo spuntare l’arbusto
maledetto forse è il caso di approntare una strategia diversa per contrastare questa
emergenza sanitaria .
Perc hè non si fa un consuntivo di fine anno circa l’attuazione pratica
delle ordinanze sindacali ?
Perché non si attua una precisa mappatura comunale circa l’ubicazione
delle pianticalle ?
Un
problema sanitario di tale rilevanza ( allergie, asma bronchiale allergica
,….ricoveri ospedalieri ..) deve essere trattato in maniera incisiva e non come
una delle tante emergenze come capita .ad esempio , con la carenza d’acqua
estiva .
Evidentemente una ordinanza non basta a fermare la diffusione dell’ambrosia
!
Oltre alle ordinanze sindacali,
sarebbe utile che i sindaci , i vari assessori alla sanità( regionale , “provinciale
“,
comunali ) riconoscano innanzitutto concretamente nell’ ambrosia un reale, grave , problema di sanità pubblica e di conseguenza
mettano in campo le strategie atte a circoscrivere , debellare un fenomeno che
si è diffuso a macchia d’olio .
Ed è già tardi .
Anche quest’anno
dovremo contemplare solo le solite
ordinanze di sfalcio con scarsa verifica della loro attuazione ? Magari
ritroveremo i soliti pieghevoli presso gli uffici ASL e comunali .Nient’altro ?
Sarei felice di sbagliarmi .
Forse occorre fare qualcosa di più ,iniziando ad esempio a
monitorare l’ambrosia che cresce lungo le strade comunali .
La proposta lanciata dal Ministro Alfano conferma l'idea che avevo proposto qualche anno fa di sottoporre gli immigrati accolti, e non, nelle varie strutture del nostro Paese a lavori di pubblica utilità, per compensare le spese di mantenimento, fin quando non raggiungono una sistemazione burocratica, lavorativa, economica. Uno dei lavori di pubblica utilità potrebbe essere, senza dubbio, la distruzione dell'ambrosia. Ogni Comune potrebbe disporre delle aree di raccolta dove i migranti ospiti dovrebbero conferire un determinato peso minimo (da stabilire) di piantine estirpate. Prendendo poi in considerazione l'ammontare delle spese sostenute negli altri anni dalle Regioni, Asl e Comuni per combattere e fronteggiare i danni che l'ambrosia procura alla salute dei cittadini si potrebbe remunerare, in una certa misura, anche chiunque altro cittadino, compresi i questuanti, i lavavetri ecc. che volessero provvedere alla estirpazione dell'ambrosia e conferirla, un tot al chilo, ai centri di raccolta. Possibilità o utopia ?
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