
Non dirigendo un giornale ma curando solo un blog, il mio, avevo fin qui taciuto sul condono fiscale natalizio denunciato dal Fatto. Attendevo una smentita, almeno delle spiegazioni da parte del governo. Invece silenzio! Fino a quando, oggi, “Lo scudo del 3% potrebbe aiutare Berlusconi” (Corriere della sera), “Nel condono fiscale spunta una norma salva-Berlusconi”, (Repubblica),“La soglia di non punibilità sotto il 3% per i reati fiscali infilata a Natale nel decreto tributario da una manina di Palazzo Chigi (a proposito,chi è stato) e dennnciata dal Fatto cancella la condanna per frode, ma anche l’interdizione e la decadenza del Caimano. Che così tornerebbe senatore e potrebbe ricandidarsi”(Il Fatto Quotidiano).
Inaudito! Mentre si chiedono più poteri per il governo e minori diritti di controllo per il Parlamento, ecco come l’arroganza acceca i potenti. La norma -chi evada il fisco o truffi lo stato per una modica quota del 3% se la cavi con un’ammenda- è vergognosa in sè. Squalifica il governo italiano agli occhi dell’Europa che prova a introdurre nuove regole fiscali. Sputtana Renzi, facendone l’erede di Berlusconi, peggio se la norma favorisce Berlusconi. Svela l’intento autoritario delle riforme. Scrive oggi Michele Ainis “A girarsi indietro sui vent’anni della Seconda Repubblica, due fenomeni si stagliano su tutto gli altri: la vertIcalizzazione del potere, la sua struttura personale”. Prima Berlusconi, in seguito Naplitano, infine Renzi. “Sarà forse questa - conclude Ainis sul Corriere- la normalità che ci attende. E dopotutto è questa -ahimé- la norma cui tende il progetto di riforma. Molte truppe, un solo generale”.
“Nel 2015 cercheremo di continuare a vincere. Ora che abbiamo iniziato, vorrei che ci prendessimo gusto… C'è molto da fare. Lo faremo. Senza ansia, senza angoscia, senza paura. Ma lo faremo velocemente… La forbice dell'ingiustizia da ridurre è anche quella tra lavoro e rendita, tra coraggio e paura, tra crescita e austerità, tra non garantiti e garantiti, tra donne e uomini, tra chi ci crede e chi rema contro, tra chi scommette sul futuro dell'Italia e chi scommette sul fallimento dell’Italia… Questo Paese merita tutta la nostra fatica. Questo Paese merita tutta la nostra energia. Questo Paese merita tutto il nostro entusiasmo.” Sono brani della lettera che Matteo Renzi ha inviato al Pd. Segnalo all’attenzione il linguaggio, l’enfasi, la dicotomia coraggio paura, chi crede e chi rema contro, futuro fallimento. Vince e vinceremo! Quest’ultima l’ha detta un altro, ma il concetto qui si ripete. Renzi si propone come il motivatore del mondo di sopra, Grillo come motivatore dalle catacombe. In mezzo restano pochi sindacalisti coraggiosi, come Maurizio Landini, e qualche gufo illuminista.
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