mercoledì 2 ottobre 2013

AVIS E FORNERO : UN OBBROBRIO DA ELIMINARE

Gentile Direttore,
ho saputo oggi di una notizia aberrante.
Grazie a una delle meravigliose perle che la Sig.ra Fornero ci ha donato (non oso neppure appellarla con il titolo di professore per non sporcarlo) ho scoperto che ai donatori di sangue, con effetto retroattivo a tutta la vita lavorativa, non verranno riconosciute le giornate di assenza fatte per
una così encomiabile attività. Spero di aver capito male e di sbagliarmi, ma pare che, o recuperano i giorni che hanno "donato" (chi lo ha fatto per quattro volte all'anno per 40 anni vuole dire 160 giorni lavorativi cioè 8 mesi di lavoro in più) oppure rinunciano al 2% della pensione.
C'è a chi la laurea la danno "honoris causa", ma a qualcuno sarebbe il caso di toglierla "opprŏbrĭum causa"!
Ovviamente la Fornero non era sola ma sostenuta ai tempi dal tanto acclamato governo Monti
Cordiali saluti

Arturo

( VN ) 

Nostra lettera a VareseNews ( VN )

Quello che scrive il sig. Arturo nella  lettera dal titolo " Avis e Fornero...  " è purtroppo la verità .
La cosiddetta riforma Fornero ( voluta da Pd-PDL ) che ha aumentato l'età pensionabile . gli esodati ed ha diminuito i diritti dei lavoratori col miraggio di aumentare gli occupati, non solo ha  prodotto un numero incredibile di disoccupati, come confermato ieri dall'ISTAT,ma  avrà anche  effetti negativi anche in ambito sociale .
Infatti questa legge ha stabilito che per andare in pensione servono (nel 2013) 42 anni più 2 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 più 2 mesi per le donneNel conteggio di questi anni entrano però  - questa è la novità  - solo i giorni effettivamente lavorati e non quelli coperti da contributi figurativi, fatta eccezione per infortuni, malattia, servizio di leva e maternità obbligatoria.Di fatto non sono più “buoni” ai fini del conteggio dei 42 e rotti anni i giorni in cui un lavoratore è stato assente per permessi retribuiti per motivi familiari, lutto, diritto allo studio, donazione del sangue, sciopero. Ma non solo. L’enormità della cosa arriva qui: non valgono nemmeno i giorni di assenza per la legge 104/1992 (che riconosce permessi retribuiti per l’assistenza di un figlio disabile) e addirittura il congedo parentale (ex maternità facoltativa). Si tratta di 180 giorni a figlio nel caso del congedo parentale e di 3 giorni al mese nel caso della 104, che in una vita da genitore di figlio disabile .
Anche così lor signori parlamentari della maggioranza montiana  hanno contribuiscono  allo smantellamento dello stato sociale
I lavoratori, i donatori di sangue, chi ha un parente gravemente ammalato od  disabile grave in casa  sa chi ringraziare .

Andrea Bagaglio

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