PIOVE DI SACCO ( Padova )Dopo Cadoneghe ecco un altro caso nel Padovano. Arriva da PIOVE DI SACCO e lo rende noto il collettivo Osa: in una scuola superiore alcuni studenti sarebbero stati richiamati da una docente e successivamente mandati dalla vicepreside per aver scambiato qualche frase in arabo durante una pausa dalle lezioni. «Di fronte alla dirigenza, si sono sentiti intimare di "tornare al loro paese" se avessero voluto continuare a usare "la loro lingua". Questo episodio non è un caso isolato né una semplice svista. È ancora più grave perché perpetrato da figure istituzionali che dovrebbero garantire inclusione e tutela, ed è il diretto risultato di anni in cui la politica istituzionale soffia sul fuoco del razzismo e dell'islamofobia» denunciano gli attivisti.
Una precisa strategia del Governo Meloni che mira a distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi che colpiscono la scuola e la società: i tagli all’istruzione, i venti di guerra, il carovita e la totale mancanza di prospettive per le giovani generazioni».
«Soprattutto negli ultimi mesi abbiamo assistito a una retorica sempre più reazionaria e divisiva da parte di esponenti della nostra classe politica, da Salvini a Meloni e Vannacci - continuano dall'Osa -. L’obiettivo è chiaro: mettere gli studenti e i lavoratori gli uni contro gli altri - contrapponendo chi è nato in Italia a chi ha un background migratorio - per scaricare sui più fragili le colpe di una crisi economica e sociale creata da chi governa».
«In questo quadro si inserisce il DL Scuola del ministro Valditara, un provvedimento che rischia di legittimare il razzismo e la discriminazione istituzionale direttamente all’interno delle nostre aule. Il rinvio dell’approvazione della legge, strappato grazie alla mobilitazione immediata e capillare in tutto il Paese, rappresenta una prima importante vittoria. Ma non possiamo fermarci qui - concludono gli attivisti -. Basta propaganda sulla pelle degli studenti! Continuiamo a mobilitarci, a organizzarci e a vigilare in ogni istituto per respingere ogni forma di discriminazione. Teniamo il razzismo fuori dalle nostre scuole».
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