BOLOGNA - Tutte le minacce vengono al pettine. Quelle vomitate con odio sui social dopo gli scontri di piazza seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, ma soprattutto quelle che hanno risalito la china di Internet sino alla mail personale del sindaco Matteo Lepore.
Minacce di morte del tenore: “Ti veniamo a prendere noi. A te e ai tuoi figli”; “Tanto sappiamo dove abiti”, con tanto di indirizzo (vecchio) di Lepore stesso. Minacce per cui il primo cittadino aveva denunciato e per cui nei giorni successivi gli era stata anche assegnata la scorta personale.
A quanto trapela, si tratterebbe di comuni cittadini: bolognesi, per lo più.
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