sabato 4 luglio 2026

MENTRE IL PAPA BENEDICE LE ACQUE CHE HANNO INGHIOTTITO MIGLIAIA DI DISPERATI DELLA TERRA I GRANDI CATTOLICI DEL GOVERNO ITALIANO CERCANO DI IMPEDIRE IL LORO SALVATAGGIO PROLUNGANDO I VIAGGI PER LO SBARCO

 


      Savona — Con quella di domenica 5 luglio, con l’arrivo a Savona della nave Ong spagnola Open Arms nel porto di Savona (a bordo 85 persone – prevalentemente di nazionalità egiziana, somala e bangladese – salvate il primo luglio nel Mediterraneo dopo essere rimaste alla deriva per oltre 96 ore su un barcone di legno fatiscente; tra di loro ci sono 22 minori non accompagnati) per la Liguria sarà l’arrivo numero 20 dell’ultimo biennio nei suoi tre porti di Genova, Savona e La Spezia

La protesta di Open Arms: “Costa vite umane”

Per la scelta del porto di Savona la spagnola Open Arms sta protestando con veemenza da qualche giorno. Ha scritto l’organizzazione non governativa spagnola sui suoi profili social: “85 persone sono state soccorse nel Mediterraneo Centrale dalla nostra nave Open Arms, nel corso della nostra 129ª missione. Tra loro ci sono 22 minori non accompagnati.

Il soccorso è avvenuto intorno alle 2 della notte del primo luglio. Open Arms ha richiesto immediatamente l'assegnazione di un porto sicuro (Place of Safety) per lo sbarco dei sopravvissuti il prima possibile e senza ritardo, in conformità con il diritto e i trattati internazionali. Il porto assegnato dalle autorità italiane per lo sbarco è Savona, a oltre 700 miglia e circa 4 giorni di navigazione. 

Altrettante miglia e altri giorni per tornare dove altre persone sono in pericolo. Obbligarci a questo costa vite umane”.

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