FIRENZE - Dopo nove mesi di attesa, un ricorso e una diffida, è morta Mariasole, una donna di 63 anni affetta da una grave forma di parkinsonismo. A rendere nota la notizia è l’associazione Luca Coscioni, spiegando che la donna, a cui è stato dato un nome di fantasia, è la 16esima persona in Italia ad accedere a questa pratica, la quarta in Toscana .
Mariasole, toscana, è morta il 4 maggio a casa sua, a seguito dell'auto somministrazione del farmaco letale fornito, insieme alla strumentazione, dal Servizio sanitario regionale. La patologia neurodegenerativa da cui era affetta dal 2015 l'ha portata in pochi anni alla totale dipendenza da terzi. Per questo la donna ha deciso di ricorrere al suicidio assistito.
L’associazione Coscioni: “Aveva 63 anni, se ne è andata dopo 9 mesi di attesa, una diffida e un ricorso d’urgenza”.
Per ottenere il rispetto della propria volontà, Mariasole ha dovuto intraprendere un lungo iter legale iniziato con la prima richiesta alla Asl nel luglio 2025 e durato nove mesi.
Le sue ultime parole
“I motivi per cui ho deciso di fare questa scelta – ha detto Mariasole – sono vari: l’impossibilità di vivere una vita che sia degna di questo nome, non poter vedere, non poter parlare e quindi l’impossibilità di comunicare, non avere la possibilità di muovermi in nessun modo, non poter mangiare, in pratica non vivere. In questo periodo di attesa mi sono sentita defraudata di un diritto che dovrebbe essere inalienabile e la cosa più triste, che toglie dignità, è la lotta che ho dovuto fare insieme a chi mi è accanto. Spero che nessuno debba attendere nella sofferenza come me e sentirsi sola davanti ad ostacoli che non dovrebbero esserci una volta accertata la malattia e la volontà libera della persona”.
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