“Situazione deplorevole”
"La libertà di espressione è diminuita del 10% dal 2012, cifra allarmante". Nel 2025 sono 128 i professionisti dell'informazioni uccisi, quest'anno in 9 hanno perso la vita.
L’Ifj condanna in modo specifico “i conflitti armati in cui l’essere identificati come “giornalisti” è diventato motivo di persecuzione anziché di protezione. In Ucraina, Palestina, Libano e Sudan, ad esempio, i giornalisti vengono arrestati, costretti all’esilio o uccisi a causa del loro lavoro”.
La Federazione internazionale sottolinea poi che, al di là delle zone di guerra, le minacce si moltiplicano assumendo altre forme. Nel suo ultimo rapporto globale sulla sorveglianza, pubblicato il 28 aprile, l’Ifj evidenzia “la sorveglianza sistematica e senza precedenti attuata contro i giornalisti, dove le classiche email di phishing e i siti web falsi coesistono ormai con spyware di livello statale, compromettendo la sicurezza dei cronisti e la protezione delle loro fonti, senza un’adeguata supervisione legislativa o regolamentare”.
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