MILANO - L’erba alta smette di essere un problema e diventa una scelta strutturale. Dopo due anni di test, il Comune ha deciso di rendere definitivo lo sfalcio ridotto in numerose aree verdi cittadine.
Una strategia che cambia il modo di pensare i parchi urbani, trasformandoli da semplici spazi ornamentali a ecosistemi vivi capaci di favorire biodiversità e resilienza climatica.
La decisione arriva infatti dopo un monitoraggio scientifico condotto con l’Università di Milano-Bicocca, che ha evidenziato risultati significativi nelle aree lasciate crescere naturalmente.
Non si tratta solo di una scelta ambientale, ma anche climatica. I prati più alti trattengono l’umidità, assorbono meglio l’acqua piovana e contribuiscono a ridurre l’effetto delle isole di calore. Se si mette di fianco un prato tagliato e uno a sfalcio ridotto, quello lasciato crescere ha una capacità molto maggiore di assorbire l’acqua e di rilasciare fresco.
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