Per il Cai Alto Adige si tratta di un provvedimento “scollegato dalla realtà”. Il presidente Carlo Alberto Zanella parla di “decisione presa senza ascoltare chi la montagna la vive davvero”. Secondo lui, il coltello non è un’arma ma un attrezzo multifunzione: serve per tagliare corde in caso di emergenza, intervenire su ferite, liberare animali impigliati nelle recinzioni, e naturalmente recidere i funghi alla base senza danneggiare il micelio. “Non lo porto certo per fare del male a qualcuno”, ironizza.
Sul piano giuridico, l’avvocato Nicola Canestrini invita alla calma ma non nasconde le criticità. “L’escursionista potrà invocare il giustificato motivo e spesso l’esito sarà l’archiviazione”, spiega. “Ma nel frattempo scatteranno denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, spese legali. È la logica del populismo penale: norme pensate per i titoli, non per risolvere problemi reali”.
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