giovedì 12 marzo 2026

Escursionisti e fungaioli contro il divieto di coltelli: “Norma irragionevole”

 


 Il Decreto sicurezza continua a far discutere, ma ha ormai allargato al mondo della montagna i confini del dibattito: non è passato infatti inosservato il "dettaglio" legato al divieto di utilizzo di coltelli pieghevoli con oltre cinque centimetri di lama con un meccanismo di blocco della lama e con punta acuta. Si tratta di una tipologia molto diffusa tra escursionisti e fungaioli, tanto che tra i modelli vietati ci sono anche quelli più grandi dei coltellini svizzeri.

Per il Cai Alto Adige si tratta di un provvedimento “scollegato dalla realtà”. Il presidente Carlo Alberto Zanella parla di “decisione presa senza ascoltare chi la montagna la vive davvero”. Secondo lui, il coltello non è un’arma ma un attrezzo multifunzione: serve per tagliare corde in caso di emergenza, intervenire su ferite, liberare animali impigliati nelle recinzioni, e naturalmente recidere i funghi alla base senza danneggiare il micelio. “Non lo porto certo per fare del male a qualcuno”, ironizza.

Sul piano giuridico, l’avvocato Nicola Canestrini invita alla calma ma non nasconde le criticità. “L’escursionista potrà invocare il giustificato motivo e spesso l’esito sarà l’archiviazione”, spiega. “Ma nel frattempo scatteranno denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, spese legali. È la logica del populismo penale: norme pensate per i titoli, non per risolvere problemi reali”.

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