“Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in 11 anni“.
Eppure, “mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”.
Per la prima volta nei suoi due mandati al Quirinale, Sergio Mattarella sceglie a sorpresa di presiedere la seduta ordinaria del mercoledì del Consiglio superiore della magistratura.
E lo fa per rivendicare il prestigio dell’istituzione, condannando con fermezza – ma senza mai nominarlo – le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito “para-mafiosi” i metodi usati dall’organo di autogoverno per le sue decisioni, delegittimando di fatto lo stesso presidente della Repubblica, che del Csm è presidente di diritto in base alla Costituzione.
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