Ali Mohamed Hassan non è un atleta , non è un dirigente, non è un giornalista , ma lavorava in uno store delle olimpiadi .
Mentre stava lavorando, è entrato nel negozio un gruppo di tifosi israeliani che sventolava bandiere del proprio Paese davanti al personale.
E lui, a quel punto, ha risposto solo con due parole: “Free Palestine”. “Palestina Libera”.
Una delle israeliane lo ha sfidato a ripeterlo: “Dillo di nuovo”.
E Hassan lo ha fatto. Più volte. E, ad ogni provocazione lui ha continuato a ripeterlo senza lasciarsi intimidire: “Free Palestine!”
E ancora. La risposta è arrivata con un sarcasmo che non cercava di nascondere il disprezzo: "Ok, bravo. Ce l'hai fatta, hai liberato la Palestina". Accanto, un altro tifoso ha sentenziato: "Dovrebbe essere licenziato".
La risposta è arrivata in giornata. Prima la rimozione dal turno, poi il licenziamento. La motivazione ufficiale: "Non è appropriato che il personale dei Giochi esprima opinioni politiche personali durante lo svolgimento delle proprie mansioni".
Per adesso la notizia è stata ripresa solo da pagine social e da nessuna testata giornalistica. E il fatto non stupisce.
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