venerdì 23 gennaio 2026

Per Caso Zannini, Forza Italia , e' stato richiesto l'arresto per truffa e corruzione -

 


Corruzione e concussione. Con queste due accuse, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto l’arresto in carcere per il consigliere regionale Giovanni Zannini, rieletto a novembre in FORZA ITALIA con 30.000 preferenze .

Al centro dell’inchiesta c’è la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo , un grande caseificio da realizzare a Cancello ed Arnone grazie ad un finanziamento Invitalia, in parte concesso per circa 4 milioni di euro — di cui circa un milione e mezzo a fondo perduto — ma quando i lavori erano praticamente già terminati e in un’area differente da quella indicata nella richiesta di finanziamento. Qui si consumerebbe, secondo gli inquirenti, un episodio di corruzione che avrebbe visto Zannini come protagonista. Da consigliere regionale e presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile, avrebbe interferito due volte nelle attività degli uffici per superare due note con cui il Dipartimento Tecnico Amministrativo-Valutazione ambientale della Regione Campania chiedeva la «Vinca» (valutazione di incidenza ambientale) per la realizzazione dell’impianto in quella particolare area di Cancello ed Arnone, sottoposta ad alcuni stringenti vincoli. 


Per favorire i Griffo, secondo la ricostruzione, Zannini si sarebbe presentato due volte negli uffici, facendosi annunciare dal vicepresidente Fulvio Bonavitacola (che, è bene precisare, non risulta indagato), chiedendo «con modi arroganti ed aggressivi» di attestare la non necessità della procedura «Vinca». 


In un secondo momento, per aggirare la procedura, lo stesso consigliere avrebbe interferito anche con il Comune di Castello del Matese per l’istituzione di una apposita Commissione Ambientale con il Comune di Cancello ed Arnone per «non» valutare il caso.


 Nella serie di complessi passaggi burocratici e presunte pressioni, il caseificio sarebbe stato realizzato fuori dai confini inizialmente previsti per la richiesta di finanziamento ad Invitalia, dunque senza permessi e senza la «Vinca». In cambio, a settembre 2023 i Griffo avrebbero «offerto» una crociera in yacht da 7 mila euro al largo di Capri, vacanza poi pagata dallo stesso Zannini in un secondo momento perché — sostiene l’accusa — era venuto a conoscenza delle indagini.( La Repubblica )

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