MALPENSA - È stata introdotta in Italia al 1° gennaio, prima che nel resto d'Europa, causando squilibri dannosi già registrati in queste settimane.
Doveva frenare il fast fashion – con l’impatto ambientale – e garantire nuove risorse alla manovra finanziaria, ma la tassa da due euro sui piccoli pacchi extra Ue sotto i 150 euro di valore, entrata in vigore dal 1° gennaio, rischia di produrre l’effetto opposto. La misura, voluta dal governo e anticipata rispetto a una futura disciplina europea, sta già mostrando conseguenze pesanti sul sistema logistico nazionale e in particolare sull’aeroporto di Malpensa, uno degli hub cargo più importanti del Paese. Aumentando al contempo il traffico su strada.
Secondo quanto segnalato da Confetra, la confederazione dei trasporti e della logistica, dall’inizio dell’anno lo scalo varesino ha perso oltre trenta voli cargo legati alle spedizioni di piccoli pacchi. Un calo che non equivale a una diminuzione delle merci in ingresso in Italia, ma a una loro riorganizzazione: i flussi vengono dirottati verso altri aeroporti europei – in particolare Liegi e Budapest, ma anche Francoforte, Colonia e Parigi – dove la tassa non è applicata. Una volta sdoganata nel primo Paese di arrivo nell’Unione europea, la merce diventa comunitaria e può raggiungere l’Italia su gomma, aggirando il balzello.
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