mercoledì 29 gennaio 2020

MENTRE LA MELONI CITOFONA AL QUIRINALE ....QUESTA FINISCE IN GALERA PER COMBUTTA CON LA MAFIA !

gina cetrone

ROMA -Arrestata la coordinatrice regionale del Lazio per "Cambiamo! con Toti", Gina Cetrone. Insieme a lei i poliziotti della Squadra mobile di Latina, su disposizione del gip di Roma, hanno arrestato altre quattro persone. Tutti in carcere, sono accusati a vario titolo, di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata aggravati dal metodo mafioso.
Agostino Riccardo, ex esponente del clan dei Di Silvio (imparentati con i Casamonica), arrestato nel 2018 nell’ambito dell’inchiesta Alba Pontina sulla mafia sinti di Latina, aveva raccontato – secondo quanto ricostruito da L’Espresso – che 500 voti provenienti dalla curva del Latina Calcio erano stati “dirottati”- su richiesta dell’allora patron Pasquale Maietta – sull’ex PdL e ora senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini. Quei voti, secondo la ricostruzione del pentito, sarebbero dovuti andare a Gina Cetrone ma Maietta decise di spostarli su Calandrini.

Secondo l’accusa nell’aprile del 2016, Cetrone Gina e Pagliaroli Umberto, quali creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro effettuate dalla societa’ Vetritalia SRL, societò a loro riconducibile, richiedevano l’intervento di Di Silvio Samuele, Di Silvio Gianluca e Riccardo Agostino per la riscossione del credito in questione, previa autorizzazione di Di Silvio Armando detto “Lallà”, capo dell’associazione di stampo mafioso a lui riconducibile. 



Nello specifico, Gina Cetrone e Umberto Pagliaroli dopo avere convocato il predetto imprenditore presso la loro abitazione, gli richiedevano il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua macchina. In tale contesto, Cetrone e Pagliaroli lo costringevano ad attendere Riccardo Agostino, Di Silvio Samuele e Di Silvio Gianluca, i quali, una volta giunti, lo minacciavano, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei confronti della sua persona o dei suoi beni. In tal modo, gli stessi costringevano l’imprenditore a recarsi il giorno dopo in banca, sotto la stretta sorveglianza di Riccardo Agostino, Di Silvio Samuele, Di Silvio Gianluca e Pagliaroli Umberto che lo attendevano fuori dall’istituto bancario, e ad effettuare un bonifico di 15.000 euro a favore della società Vetritalia SRL, nonché a consegnare a loro “per il disturbo” la somma di 600 euro. 

Nessun commento:

Posta un commento

LASCIA UN TUO COMMENTO