
TIRRENIA. Ci ha provato a lamentarsi di una presenza che, a suo dire, disturbava lui e i suoi familiari. Più che il rumore era la vista di quel gruppo di disabili a tavola a non essere accettata.Troppi e anche concentrati in un unico luogo per quel cliente fiero della propria “normalità” e incapace di tollerare le diversità altrui. «Se qualcuno mi avesse informato avrei disdetto la prenotazione» gli hanno sentito dire i genitori dei venticinque commensali diversamente abili “additati” come la causa di una serata storta al ristorante. Una cena di traverso perché a due passi c’è chi deve essere imboccato o magari chiede spazio per muoversi con la sedia rotelle verso il bagno. Una lagnanza poco solidale, tendente all’egoistico spinto, alla quale è stato risposto con un invito a presentarsi in altri locali più à la page per i suoi gusti.( da Il tirreno ).
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