
VARESE -Quando un anno fa riscoppiò il caso del pronto soccorso, già si parlò del reparto chiuso della terapia sub intensiva . Allora nessuno focalizzò il problema in quanto la sofferenza era altrove . Ora ben venga la denuncia di un onorevole , anche se non proprio tempestiva . La risposta del direttore Bravi non poteva che essere in linea con l’andamento italico : la colpa di è di altri . E concordiamo .
Purtuttavia , quando leggiamo che “ qui non facciamo il
passo più lungo della gamba “ ci cascano le braccia .
Attivare un reparto già pronto da ben 7 ( sette) anni
significa fare un passo più lungo della gamba ? Ci sembra una risposta
non molto felice .
In realtà il problema è un altro , anzi sono due .
Il primo è la mancata programmazione realistica dei direttori
che l’hanno preceduto : da chi ha iniziato a progettare tale ,importante
reparto , a chi l’ha realizzato
senza pensare come concretamente
farlo funzionare .
Il secondo riguarda il modo in cui vengono spesi i nostri
soldi : sembrava fosse finita con la prima repubblica la mania di appaltare
opere pubbliche senza utilizzarle appena ultimate .
Approntare un reparto con tutto l’arredo necessario senza
programmarne il corretto funzionamento è uno spreco di soldi nostri .
Vi immaginate un industriale del varesotto che impegna soldi
per approntare un reparto con macchinari dell’ultima generazione …per poi non
farlo funzionare ? Inimmaginabile, appunto .
Già ,ma i soldi spesi sono suoi : quelli pubblici sono
nostri .
I soldi spesi per il reparto fantasma della terapia sub
intensiva fanno il paio con quelli utilizzati per costruire la caserma dei
carabinieri di Vergiate( VA ): un edificio pronto da tempo ed inesorabilmente vuoto
.
Di chi è la colpa di tutto cio’?
Possibile che si possano spendere tanti soldi senza che
nessuno ne risponda ?
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