Un'evasione da 300mila euro e violazione delle norme antiriciclaggio e di pubblica sicurezza. È l'esito delle verifiche della guardia di finanza in un "compra-oro" di Busto Arsizio.( VA )Il tutto sarebbe avvenuto grazie ad un “espediente contabile” che i finanzieri considerano sempre più diffuso nel commercio dell’oro usato: per non addebitare l’iva al momento della rivendita dei gioielli e preziosi usati, si cedono i beni acquistati dichiarandoli come rottami d’oro, cioè come beni inservibili che, perdendo la loro “funzione di ornamento”, sono destinati esclusivamente alla fusione.
Attraverso questo “espediente”, la ditta verificata e la società acquirente avrebbero beneficiato di un regime Iva particolarmente favorevole, anziché applicare il regime ordinariamente previsto decisamente più oneroso per entrambi. ( da Varesenews )
Nessun commento:
Posta un commento
LASCIA UN TUO COMMENTO