domenica 22 luglio 2012
BOCCE DOPATE?
Il doping ha contagiato anche la nobile specialità della petanque. L’ultimo rapporto della “Commissione nazionale per la vigilanza e il controllo sul doping” è lapidario: il 18 per cento dei giocatori di bocce sotto esame nel periodo 2003-2011 è risultato positivo. Il campione per la verità è piuttosto esiguo: la Commissione, organo del ministero della Salute, ha esaminato 22, giovani e meno giovani, giocatori. Un po’ pochi per trarre conclusioni su un’intera categoria di sportivi. Certo è però che il risultato - pur da prendere con cautela, nonostante l’autorevolezza della fonte - è davvero sorprendente. Anche perché nella classifica degli sport più dopati, il gioco delle bocce supera addirittura il body building (12,8 per cento) il sollevamento pesi (7,6 per cento) e il tanto malconcio - sotto questo profilo - ciclismo (5,9 per cento).
Quali sono le sostanze proibite usate dal “18 per cento” dei bocciofili? Il rapporto della Commissione le divide in tre categorie: diuretici, beta-bloccanti e thc, il principio attivo della cannabis. A parte quest’ultimo, si tratta di medicinali di uso piuttosto frequente tra gli anziani. Farmaci che - è possibile - ignari giocatori di bocce assumono per motivi di salute, non per migliorare le proprie prestazioni. Molti, in buona fede, ignorano l’esistenza della normativa anti-doping e prendono quei medicinali regolarmente. Ma i membri della Commissione ministeriale invitano a non sottovalutare i loro risultati. Intervistata dal giornale online Lettera 43, che per primo ha dato la notizia, la dirigente del reparto di farmacodipendenza, tossicodipendenza e doping dell’Istituto superiore di sanità, Roberta Pacifici, ricorda che i diuretici vengono spesso usati per mascherare altre sostanze, e che i beta-bloccanti hanno una funzione importante per l’atleta. Riducono, del tutto o quasi, i tremori, aumentando così la precisione del tiro. Per questo sono usati anche nel tiro con l’arco, dove i dopati, sempre secondo il rapporto della Commissione, sono il 3,8 per cento.
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