FOGGIA - Proteste e blocchi in strada, scaffali dei supermercati semivuoti. Il caro carburanti ha fatto scattare la rivolta dei Tir al Sud: gli autotrasportatori stanno minacciando di fermare il Paese, mentre il governo Meloni ha deciso di convocare un tavolo di confronto solo per martedì 27 ottobre ( ???? )al ministero dei Trasporti.
Blocchi autonomi sono già scattati in alcune regioni del Mezzogiorno, come in Puglia. Altre manifestazioni sono cominciate su iniziativa di comitati e gruppi autonomi in Calabria e in Sicilia, ma anche in Campania e Basilicata.
La protesta si allarga
C'è il rischio concreto di uno stop nazionale contro gli aumenti dei prezzi alle pompe. Perché la protesta cresce a macchia d'olio, in queste ore. Da alcuni giorni gli autotrasportatori e gli agricoltori stanno manifestando in diverse città della Puglia contro l'aumento del costo dei carburanti e il calo del prezzo dell'olio, con mobilitazioni e blocchi stradali ai caselli delle autostrade, sulle tangenziali e lungo altre strade principali. I blocchi si intrecciano con la vertenza degli operai dell'Ilva di Taranto, che si oppongono alla chiusura dello stabilimento: da lunedì 12 ottobre, da quando hanno bloccato per protesta l'ingresso della raffineria Eni, tre regioni del Sud - Puglia, Basilicata e Calabria - devono fare i conti con la carenza di carburanti.

Nessun commento:
Posta un commento
LASCIA UN TUO COMMENTO