Incredibilmente ( anzi credibilmente ) la presidente del consiglio si è permessa di definire " vergognosa " la decisione dei magistrati di non incarcerare Youssef Siher. come lei aveva già esultato .
La risposta è arrivata senza nominarla : una lezione di diritto in faccia .
“(…) La Giudice, sulla base degli atti probatori a sua disposizione trasmessi dal Pubblico Ministero, dopo il contraddittorio delle parti instauratosi con l'udienza di convalida, ha ritenuto che non sussistano i presupposti per procedere alla convalida del fermo, non potendosi ravvisare il pericolo di fuga in capo all'indagato che, come costantemente indicato dalla giurisprudenza di legittimità, deve essere fondato su elementi specifici, cioè dotati di capacità di personalizzazione, desumibili da circostanze concrete in ordine alla rilevante plausibilità che l'indagato, se lasciato in libertà, si sottragga alla pretesa di giustizia.
Analogamente la Giudice, in merito a tutti i reati di cui all'incolpazione provvisoria, non ha riscontrato, allo stato degli atti e salvi ulteriori sviluppi probatori, l'esistenza di quei gravi indizi di colpevolezza, che costituiscono il presupposto necessario per l'applicazione di una misura cautelare
personale consentendo di addivenire a un giudizio di qualificata probabilità della responsabilità dell'indagato in ordine ai reati provvisoriamente addebitatigli.
Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all'esito della decisione della giudice del Tribunale di Milano sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza - reale o mascherata - degli istituti giuridici di uno Stato di diritto.
L'attività di polizia giudiziaria e di valutazione successiva del Pubblico Ministero sono soggette ad un rigoroso vaglio rimesso ad un giudice terzo chiamato a valutare anche gli elementi proposti dalla
difesa dell'indagato. Il giudice applica principi costituzionali di civiltà giuridica quali la responsabilità individuale del singolo, la valutazione del materiale probatorio, la sussunzione dei fatti
in fattispecie penali.
La responsabile libertà di giudizio non può risentire di aspettative politiche o di suggestioni estranee al procedimento. La decisione può essere criticata ed impugnata con i mezzi previsti dall'ordinamento, ma gli attacchi alla persona a cui compete di giudicare in un contesto sociale obiettivamente complesso devono essere respinti.
Ai Dirigenti degli Uffici Giudiziari - come ricordato dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura - spetta il compito di vigilare affinché il giudice lavori con serenità, competenza ed equilibrio, appartenendo ad un ordine terzo ed indipendente che deve interpretare e applicare la Legge e anche "il dovere di ristabilire pubblicamente la credibilità e la dignità della funzione giudiziaria".
La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”.

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