Palazzo Chigi contro Madrid proroga fino al 30 settembre lo stop a Schengen , attuato già dallo scorso agosto, e poi rinnovato, dopo la crisi di Ceuta . Restano quindi i controlli alle frontiere interne col provvedimento assunto ieri dal Viminale e definito «necessario», dopo «le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere».
Il motivo per cui saltano i Patti europei? «Profili di rischio elevati», anche relativi ad «eventuali infiltrazioni terroristiche». Ma la reazione della Spagna non si fa attendere: e rialza lo stesso muro, specularmente, mentre arrivano reazioni dal Parlamento europeo. Che proprio oggi, su migranti e crisi di Ceuta, si spacca tra popolari e socialisti.
«Questo vuol dire minare lo spirito e la filosofia di ciò che significa definirsi un partner europeo. Assurdo, inutile. Una vergogna», è la condanna verso Roma del ministro degli Esteri José Manuel Albares.
L’ira della Moncloa è evidente: Madrid estende fino all’8 ottobre la possibilità di effettuare controlli nei porti e negli aeroporti spagnoli su viaggiatori provenienti dall’Italia. «Non c’è nessun rischio per l’integrità dello spazio Schengen da parte di Ceuta e Melilla. A Roma lo sanno, eppure preferiscono agire», è il ragionamento di Albares, che si riferisce in particolare a Tajani oltre che a Meloni, «come capi di partito, piuttosto che da leader europei all’altezza della situazione».
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