giovedì 6 agosto 2026

E' MORTO UN DIO ....DIO E' MORTO ! ......GUCCINI E' MORTO !

 



LUCIO DALLA E FRANCESCO GUCCINI .....IMMENSI !

PAVANA PISTOIESE ( Pistoia )-A renderlo noto la famiglia. Il decesso è avvenuto a Pavana: aveva 86 anni. E' stato considerato a lungo il cantautore 'politicizzato' per eccellenza, un giudizio a cui hanno di certo contribuito le risonanze che si sono sempre colte fra le parole delle sue canzoni.

Dai fermenti del Sessantotto alla memoria della Resistenza, dalla provincia emiliana ai grandi temi della politica, della guerra, dell’amicizia e del tempo che passa, il cantautore modenese, scomparso a 86 anni, ha realizzato un repertorio che ha accompagnato i cambiamenti del Paese, infischiandosene di piacere a tutti. 'Dio è morto', nel 1967, è il brano che segna una svolta nella canzone d’autore italiana. Scritta da Guccini a 25 anni e portata al successo dai Nomadi, racconta la crisi dei valori tradizionali e il bisogno di costruirne di nuovi. Inizialmente osteggiata da parte della Rai.

Nello stesso anno uscì 'Auschwitz': con la voce immaginaria di un bambino ucciso nel campo di sterminio, Guccini affronta il tema della Shoah e dell’assurdità della guerra. Ancora oggi è proposto a scuola come strumento di riflessione sulla memoria.

'L’avvelenata', nel 1976, è forse il brano più rappresentativo di Guccini. Scritta in risposta alle critiche ricevute dopo 'Stanze di vita quotidiana', è uno dei testi più diretti della sua produzione: un lungo sfogo contro il conformismo culturale e contro chi pretendeva di incasellare il suo modo di fare musica. 'Signora Bovary', nel 1998, prende ispirazione dal romando di Gustave Flaubert e affronta in modo crudo il concetto di bovarismo insito nella società moderna, con la figura di Emma Bovary, trasposta nella quotidianità della piccola borghesia contemporanea. Un altro brano preso in prestito dalla letteratura è 'Cyrano' del 1996. Col personaggio di Edmond Rostand, Guccini costruisce una critica alla società contemporanea, tra superficialità, perdita di ideali e opportunismo. 'Autogrill', nel 1983, parte invece da un incontro casuale in un’area di servizio per una riflessione sulle occasioni perdute e sui ricordi. Uno dei tanti esempi della capacità di Guccini di far diventare piccoli fatti quotidiani delle storie di tutti.

..............................................

'La locomotiva', nel 1972, è una ballata epica che si ispira invece alla storia dell’anarchico Pietro Rigosi, raccontando il gesto estremo di un uomo deciso a sfidare il potere. "Scritta in 20 minuti", come raccontò più volte, è diventata una delle canzoni simbolo del repertorio di Guccini e per anni ha chiuso i suoi concerti. Nello stesso anno escono anche 'Il vecchio e il bambino' e 'Incontro'.

Il primo narra di un anziano che accompagna un bambino in un paesaggio privo di natura. Un'immagine utile ad affrontare la guerra, l’inquinamento e il rapporto tra memoria e futuro. Il secondo è un brano che parla del tempo che passa, del ritrovarsi casualmente con un vecchio amico, delle strade che si dividono e della nostalgia.

'Eskimo', nel 1978 è invece la storia di un amore giovanile che si intreccia con il racconto di un’intera stagione politica e culturale. Attraverso ricordi personali, Guccini fotografa l’Italia degli anni Sessanta e Settanta, tra militanza e cambiamenti sociali.


Nessun commento:

Posta un commento

LASCIA UN TUO COMMENTO