ogni volta ci dicono che è una fatalità.
Che il mare è imprevedibile.
Che non si poteva fare altro.
Ma dietro ogni naufragio ci sono persone.
Qualcuno che era figlio, madre, padre, sorella. Qualcuno che aveva una famiglia che lo aspettava. Una vita che non avrebbe mai dovuto scomparire nel Mediterraneo.
Questa settimana 50 persone risultano disperse. Tra loro c'erano donne e bambini.
Da inizio anno almeno 1.432 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo.
Ma c'è un filo che unisce queste morti alle scelte politiche di ogni giorno.
Può sembrare una tragedia lontana. Ma riguarda anche noi.
Si spendono soldi pubblici per bloccare le persone, mentre il Mediterraneo viene lasciato sempre più senza soccorsi e chi fugge viene affidato a sistemi accusati di gravi violazioni dei diritti umani.
Lo dimostra la decisione presa questa settimana: inviare 22 militari della Guardia di Finanza in Tunisia per addestrare la Garde Nationale Maritime tunisina incaricata di intercettare le persone in mare. Un'attività che riporta uomini, donne e bambini in contesti segnati da detenzioni arbitrarie, violenze ed estorsioni.
Noi non accettiamo che tutto questo diventi la normalità.
Per questo Ocean Viking continua a navigare.
Per fare in modo che una barca venga trovata prima che venga intercettata.
Perché nessuna persona dovrebbe scomparire nel Mediterraneo senza che qualcuno abbia provato a raggiungerla.
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