martedì 23 giugno 2026

DELINQUENTE STUPRATORE BEATIFICATO IN ITALIA .....CONDANNATO IN LIBIA !

 


 La vicenda dell’ex comandante Osama Najeem Almasri si arricchisce di un nuovo capitolo, che fa molto riflettere. Il Tribunale penale di Tripoli ha inflitto ad Almasri una pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione per “aver violato i diritti dei detenuti“, secondo quanto riportano media libici.

 Per l’ex comandante, al centro di un contenzioso tra il governo italiano e la Corte penale internazionale, è stata disposta anche la perdita della capacità giuridica e la privazione dei diritti civili per tutta la durata della pena e per un anno successivo. Una sentenza durissima, ben diversa dal comportamento che il nostro governo ha riservato a quello che per il suo paese d’origine è – lo dice la decisione dei giudici – un torturatore.

Almasri era stato fermato in Italia il 19 gennaio su mandato della Corte penale internazionale, con le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità, ma nell’arco di pochi giorni era stato scarcerato e riportato in Libia su un volo dei servizi, a causa dell’inerzia del ministero della Giustizia che scelse di non chiedere la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelare. Dalla vicenda è nato un caso politico-giudiziario che ha portato all’apertura di un’indagine per favoreggiamento a carico dei ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e dell’Autorità delegata all’intelligence Alfredo Mantovano: nonostante la richiesta di rinvio a giudizio arrivata dal Tribunale dei ministri, la maggioranza di destra della  Camera ha negato l’autorizzazione a procedere e il fascicolo ha dovuto essere archiviato.



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