mercoledì 6 maggio 2026

Lecce, il processo alla sindaca di Specchia si trasforma in una lezione sul generale Cadorna dello storico Barbero

 



Lo storico considerato uno dei massimi esperti della figura del «Maresciallo d’Italia» è stato citato come teste nel processo contro la sindaca di Specchia, Anna Laura Remigi accusata di diffamazione. Una vicenda nata dal cambio di nome di una strada di Specchia .

" Mai avrei mai pensato che la giustizia italiana si interessasse a queste mie conclusioni "

Effettivamente non si è mai visto che un processo si trasformi in iuna lezione di storia .

Questo è accaduto a Lecce dove per un aio d'ore ha parlato lo storico Alessandro Barbero .

Al centro la figura del generale Cadorna .

La vicenda nasce dalla contestata intitolazione di una strada e dalla volontà dell’amministrazione comunale di sostituire il nome del generale con quello di Gino Strada, fondatore di Emergency.

La lezione di storia in tribunale

Davanti al giudice monocratico Michele Giannone, Barbero è stato ascoltato come testimone della difesa. La sua deposizione ha riportato l’aula indietro alla Prima guerra mondiale, alla gestione del fronte italiano e alla figura di Cadorna, comandante segnato nella memoria collettiva dalla durezza della disciplina militare, dalle fucilazioni, dalle decimazioni e dal trauma di Caporetto.

Lo storico ha ricostruito il contesto bellico, ricordando che tutti gli eserciti subirono perdite enormi per il modo stesso in cui si combatteva allora. Ma il punto centrale della sua testimonianza ha riguardato il giudizio storico sul generale. Alla domanda se Cadorna potesse essere definito «sanguinario», Barbero ha distinto il piano morale da quello storico: sanguinario, ha spiegato in sostanza, è chi prova piacere davanti al sangue; Cadorna, secondo la sua lettura, non sarebbe stato mosso da quel sentimento, ma da una sostanziale indifferenza verso i massacri.

Anna Laura Remigi, sindaca di Specchia, denunciata da un nipote del generale, Carlo Cadorna, assistito dall’avvocato Andrea Tirondola. Le frasi contestate risalgono al 22 dicembre 2022, durante una cerimonia pubblica nel comune salentino. In quell’occasione la prima cittadina aveva criticato duramente l’intitolazione di una strada a Luigi Cadorna, parlando di un atto «abominevole» e collegando il nome del generale alle sofferenze dei soldati italiani mandati al fronte.



Nessun commento:

Posta un commento

LASCIA UN TUO COMMENTO