I fatti risalgono al 4 luglio dello scorso anno, quando Cappuccio pubblicò su Facebook un annuncio per reclutare chef e pasticceri in vista della stagione invernale. Il contenuto venne ripreso dalla stampa locale e rilanciato anche a livello nazionale, oltre a essere ribadito dallo stesso chef in diverse interviste, tra cui la trasmissione radiofonica La Zanzara .
Il ricorso della Cgil e la sentenza
La vicenda è approdata in tribunale dopo il ricorso presentato dalla Cgil del Trentino, assistita dagli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso. La giudice Giuseppina Passarelli ha definito le dichiarazioni dello chef come discriminatorie, emettendo una sentenza considerata tra le poche in Italia su casi simili.
Risarcimento e pubblicazione
Il tribunale ha condannato Cappuccio a risarcire il sindacato con una somma di 6.000 euro, oltre alle spese legali. Non solo: la sentenza dovrà essere pubblicata su una testata nazionale, tra cui Corriere della Sera, Repubblica, Il Sole 24 Ore, La Stampa o Il Fatto Quotidiano, per garantirne la massima diffusione.
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