Giorni e giorni di frasi lacrimevoli, fiumi di stucchevole retorica, botte di “statista”, “leale”, “rivoluzionario”, proposte di funerali di Stato e ZERO memoria.
Poi arriva il giorno dei funerali a Pontida e ci pensano i militanti leghisti a ricordarci perfettamente chi era e chi è sempre stato Umberto Bossi, senza mai una traccia di ripensamento, scuse o pentimento in tutti questi anni.
Prima è stato tutto un fiorire di “secessione”, “Roma ladrona”, e poi quel coro razzista e vergognoso:
“Abbiamo un sogno nel cuore, bruci*** il tricolore".
Perché potete metterla giù come volete, ma questo era ed è sempre stato Umberto Bossi. Altro che “statista”.
E questi cori indegni, vergognosi, da parte dei suoi militanti sono molto più reali e credibili di tutti gli insopportabili santini agiografici che hanno provato a costruirgli intorno.
No, non c’è nessuna mutazione della Lega, nessuna degenerazione, la Lega questo era e questo è sempre stato: un partito costruito sul razzismo e sulla discriminazione.
Con Salvini ha solo spostato l’obbiettivo un po’ più a Sud e un po’ più a est.
Chi dimentica è complice.
( Lorenzo Tosa )
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