Dal 16 al 22 marzo 2026 è tornata la Settimana del Cervello, la più grande iniziativa italiana di divulgazione scientifica dedicata a cervello, neuroscienze, psicologia e salute mentale.
Al centro dell’edizione di quest’anno c’è stata la pluralità delle intelligenze — emotiva, sociale, corporea, creativa, narrativa, etica — e il dialogo (necessario) con l’intelligenza artificiale.
Un’occasione per riflettere, in modo scientifico e accessibile, su cosa ci rende davvero umani e su come stanno cambiando le nostre abitudini cognitive e relazionali.
Allenare il cervello per rallentare il declino cognitivo.
Combinare movimento fisico, stimolazione cognitiva e coltivare relazioni sociali può avere un impatto significativo sulla salute del cervello che invecchia.
Uno studio ribadisce «un concetto fondamentale: il cervello è fortemente influenzato dallo stile di vita» rileva Genni Desiato, ricercatrice post-doc all’Humanitas. Adottare uno stile di vita attivo, combinando regolarmente esercizio fisico e allenamento cognitivo, aggiunge, «può rallentare o persino invertire i primi segnali di declino.
E la buona notizia è che non è mai troppo tardi per iniziare: anche semplici abitudini quotidiane come camminare, stimolare la mente con letture o giochi e mantenere una vita sociale attiva possono fare una grande differenza. Questi accorgimenti – conclude - non sono solo "buone pratiche", ma vere e proprie strategie preventive accessibili a tutti per un buon invecchiamento».
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