Secondo le stime più recenti del Ministero della Salute e degli osservatori epidemiologici, oltre 3 milioni di persone in Italia convivono con un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, tra cui anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. Il fenomeno colpisce prevalentemente le donne, con un’incidenza fino a nove volte superiore rispetto agli uomini, ma negli ultimi anni si registra una crescita significativa anche tra i ragazzi.
Le evidenze scientifiche mostrano inoltre un abbassamento dell’età di esordio, con diagnosi sempre più precoci, talvolta già tra gli 8 e i 9 anni. Dopo la pandemia, i casi sono aumentati in modo significativo (con incrementi stimati fino al 30-35%) e con manifestazioni cliniche spesso più gravi.
In questo quadro, la fascia d’età dei giovani adulti tra i 18 e i 29 anni, che comprende anche molti studenti universitari, rappresenta uno dei gruppi più coinvolti e che più frequentemente si rivolge ai servizi di cura e supporto.
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