venerdì 27 marzo 2026

ANCORA UNA TENTATA TRUFFA DI FINTO MARESCIALLO E GIOIELLI RUBATI

 


VARESE - Un lavoratore sulla cinquantina  riceve una telefonata dal sedicente appuntato in cui viene informato di recarsi urgentemente in ufficio postale onde ritirare una raccomandata inviata dall'appuntato .

L'uomo al lavoro dice che si recherà all'ufficio postale quando uscirà dal lavoro .

Anche il fratello riceve una telefonata analoga .

Ma il fratello capisce ed interrompe la comunicazione .

I delinquenti non demordono e telefonano allo zio di 82 anni informandolo che i nipoti sono stati fermati per una rapina di gioielli .

 «Dobbiamo venire a casa sua per un sopralluogo», annunciano i malviventi, «dobbiamo verificare se tra i suoi ori ci sia della refurtiva».

 L’anziano, nonostante l’età, non perde la lucidità. Dichiara subito di non possedere ori in casa, ma i truffatori giocano la carta del ricatto emotivo. Al telefono viene passato un giovane che simula la voce del nipote. Tra insulti e toni disperati, l’impostore lo chiama “nonno” (nonostante sia lo zio) e implora l’invio di denaro contante per evitare la detenzione: «Paga e mi lasciano uscire dal carcere!». Il sedicente maresciallo avverte l’anziano che in ogni caso sarebbero arrivati in tempi brevi per setacciare l’abitazione.

 lo zio si mette in contatto con il nipote reale. Ottenendo, qualora ce ne fosse bisogno, ulteriore conferma della falsità della narrazione. Scatta immediatamente la chiamata alla Questura.-

Indagini in corso 



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