VARESE - L’Associazione ASMI (Associazione Studenti Musulmani Insubria) ha trasformato il rito della rottura del digiuno in un’occasione di cittadinanza attiva e dialogo profondo per tutta la città di Varese, superando gli stereotipi attraverso la condivisione.
Nata tra le mura dell’Università dell’Insubria per iniziativa degli studenti stessi, quest’anno le prenotazioni sono volate a quota centoquaranta, trovando ospitalità negli spazi dell’Oratorio San Vittore, riempito giovedì 28 febbraio di stand di associazioni ed attività proseguite per tutto il pomeriggio.
La rottura del digiuno, iniziata come da tradizione verso le 18:00 con datteri e acqua, si è trasformata in un vero banchetto interculturale. In tavola si sono mescolati antipasti e primi piatti italiani, marocchini e pakistani, con i volontari di Happiness, guidati dal rappresentate del gruppo Filippo Maroni, impegnati a curare la parte più legata alla cucina locale. Questo mix gastronomico ha rispecchiato la composizione dei partecipanti: tanti ragazzi nati in Italia, alcuni convertiti, altri arrivati da piccolissimi, tutti uniti dalla voglia di conoscersi.
La serata ha visto una partecipazione corale delle istituzioni e delle comunità religiose. Accanto al sindaco Davide Galimberti, alla consigliera Helin Yldiz, agli assessori Andrea Civati, Nicoletta San Martino e Roberto Molinari, al consigliere regionale Samuele Astuti, erano presenti figure di riferimento come Don Vicente de la Fuente, cappellano dell’Insubria, la prof dell’Insubria Caterina Farao e Benghaza Said, responsabile della comunità musulmana varesina, che ha guidato il momento della preghiera.
Anche Don Gabriele Gioia, prevosto e responsabile della Comunità Pastorale.
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