Hanno agito di notte come fanno i ladri. Meloni Salvini Tajani e Lupi hanno dato il via alla nuova legge elettorale qualificandosi come “ladri di democrazia”.
A spingere i leader del centrodestra a fare questo passo è la paura di perdere le elezioni: spariscono infatti i collegi uninominali dove al Sud il centrosinistra avrebbe vinto a man bassa.
Il ritorno al proporzionale è falso, perché il premio di maggioranza si otterrà superando appena il 40 per cento dei voti.
Rimangono le liste bloccate, cioè lo scandalo , già denunciato dalla Corte Costituzionale, per cui, di fatto, i cittadini non eleggono i loro rappresentanti esprimendo una preferenza sul nome.
Pertanto il Parlamento sarà ancora un’ assemblea di nominati dalle segreterie dei partiti.
L’opposizione si è sollevata contro questa legge elettorale.
Ma la definizione che viene usata, “legge truffa”, per quanto efficace non rende conto della portata della porcata che si vuole perpetrare a danno degli italiani.
Questa legge somiglia molto alla legge Acerbo, quella che consentì a Mussolini nel 1923 di ottenere la maggioranza in Parlamento. È vero che il duce ebbe la spudoratezza di assegnare i due terzi del Parlamento a che avesse ottenuto il 25 per cento.
Ma il senso dell’operazione è lo stesso, e a quel modo di concepire la politica ci si ispira.
Infine, il sospetto che la legge elettorale sia stata presentata proprio ora per sviare l’attenzione dalla campagna elettorale per il referendum che sta volgendo a favore del no.
Così gli esponenti della destra si rivelano fino in fondo per quello che sono: predatori della democrazia e affossatori della giustizia.
Dobbiamo impedirlo; intanto andando a votare no il 22 e il 23 marzo.
( Enrico Rossi )
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