giovedì 5 febbraio 2026

LA GENTE SFRATTATA SI UCCIDE I SENZATETTO MUOIONO DI FREDDO ED IL GOVERNO NON VEDE

 


Claudio aveva 64 anni. Abitava solo, nel centro storico di Sarzana.
Aveva manifestato più volte disagio, fragilità, paura. E ieri sera, quando ha visto arrivare l’ufficiale giudiziario per lo sfratto, si è barricato in casa e si è piantato un coltello nell’addome.
Si è ucciso.
Perché non aveva un altro posto dove andare.
Ma Claudio non è un caso isolato.
Prima di lui c’è stato Letterio, 71 anni, ex custode in pensione, che a Sesto San Giovanni si è lanciato dal sesto piano non appena l’ufficiale giudiziario ha suonato il campanello. Ha lasciato un biglietto: “Non ce la faccio più”.
C’è stato Ciro, 31 anni, pasticciere precario a Caivano, che ha offerto un caffè all’ufficiale giudiziario, si è scusato dicendo che doveva andare in bagno e si è impiccato nella camera da letto.
E la lista potrebbe continuare.
E intanto cosa fa il governo Meloni? Azzera il Fondo affitti e taglia drasticamente quello per la Morosità Incolpevole.
Eppure i soldi ci sono.
Tredici miliardi per il Ponte sullo Stretto.
Quasi un miliardo per i centri in Albania.
Decine di miliardi per le armi.
Ma per chi rischia di finire in strada? Briciole.
Se il governo vuole davvero impedire altre morti così, non servono slogan o punizioni più dure: serve ripristinare completamente il Fondo affitti, rifinanziare il sostegno alla morosità incolpevole, realizzare un piano di edilizia residenziale pubblica.
La crisi abitativa uccide.
E chi taglia i fondi, chi accelera gli sfratti, chi si gira dall’altra parte mentre trova miliardi per ponti e centri vuoti, dovrebbe sentirsi chiamato in causa ogni giorno.

Nessun commento:

Posta un commento

LASCIA UN TUO COMMENTO