BOLOGNA – “E’ un disastro. Ed è anche un po’ frustrante, perché cala l’attenzione ma qui non cambia niente, al di là degli annunci, i bambini continuano a morire di freddo. Sono già undici dall’inizio dell’inverno.
Alcuni erano neonati di poche settimane”. Giorgio Monti, storico medico del pronto soccorso del Sant’Orsola, risponde al telefono dalla clinica di Emergency a Deir al-Balah, vicino a Khan Younis, centro-sud di Gaza.
La sera un drone gli vola basso sopra la testa mentre aggiunge, per messaggio: “Dopo il cessate il fuoco si sono ridotti gli attacchi per frequenza ma ce ne sono ancora molti, soprattutto a ridosso della linea gialla, la linea di confine tra l’area di controllo militare e quella dove vive la popolazione sfollata. Dal cessate il fuoco sono morte 492 persone e 1356 sono state ferite”.
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