Me lo chiedo alla luce di quanto è successo ieri in Senato .
C’era un impegno politico preciso.
C’era un accordo bipartisan.
C’era una parola chiara, inequivocabile, votata all’unanimità anche dalle opposizioni e presentata come una svolta di civiltà: consenso libero e attuale.
Quell’impegno è stato tradito.
La destra un vero e proprio voltafaccia annunciato, la Presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno (Lega) ha letteralmente riformulato il testo del Ddl sulla violenza di genere approvato all’unanimità a novembre trasformando il “consenso” in “dissenso”. Prima lo ha prima bloccato, poi svuotato, ora riscritto. E lo ha fatto consapevolmente, per scelta politica, solo e soltanto per assecondare i ricatti e le posizioni retrograde della Lega.
Se prima ogni atto sessuale senza consenso “libero e attuale” sarebbe stato considerato violenza, con questa modifica la vittima dovrà esplicitare il “dissenso”.
Invece di tutelare la vittima, e la donna in particolare, la si colpevolizza un’altra volta. Come sempre. Per sempre.
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